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  Number: 8   16 gennaio 2005 
 

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Paolo Rossi

Non va in onda la seconda parte di 'Questa sera si recita Moliere'
Il comico: "Non so se mi viene da piangere o da ridere"
Paolo Rossi bloccato dalla Rai
"E' una censura politica"

Il produttore: "Nemmeno di notte si può dire qualcosa di diverso
da quello che il presidente del Consiglio vuole che si dica"

Paolo Rossi
 
ROMA - RaiDue blocca la messa in onda dello spettacolo di Paolo Rossi. La seconda parte di Questa sera si recita Moliere - Nuovo delirio organizzato doveva andare in onda domani sera alle 23.50, nell'ambito di Palcoscenico, che sabato 8 gennaio aveva proposto la prima parte dello spettacolo ispirato alla commedia Un medico per forza. E invece, niente da fare. "E' una censura politica", denuncia il manager dell'attore, Paolo Guerra, mentre il diretto interessato commenta laconico: "Non so se piangere o ridere...".

Racconta Guerra che "un funzionario della Rai" gli ha detto "solo che non andrà in onda, senza darmi alcuna spiegazione. Ma non ce n'è bisogno: non c'è dubbio che si tratta di una censura politica, visto che sarebbe incomprensibile, altrimenti, la cancellazione di uno spettacolo che nella prima parte ha ottenuto oltre un milione di telespettatori, nonostante sia stato trasmesso a notte fonda".

"Da una parte mi viene da piangere, dall'altra mi viene da ridere" dice Paolo Rossi. "Quando mi hanno comunicato che la prima parte era stata vista da un milione di persone - aggiunge - ero entusiasta. Però subito dopo ho pensato che in quel milione poteva esserci anche 'qualcuno' che me lo avrebbe bloccato. E così è stato".

"A questo punto - continua Rossi - penso che la prima parte è andata in onda per un disguido: avranno letto Moliere e non se ne sono accorti che c'ero io che faccio satira. Poi l'hanno visto e hanno detto: 'Mamma mia!'. Ormai in tv la satira politica è proibita. E un paese dove la satira non è ammessa è governato da gente che ha paura della sua ombra anche quando è al buio...".

Secondo Guerra, "il linguaggio di Rossi è incompatibile con questa Rai. Nemmeno di notte c'è la libertà di dire qualche cosina di diverso da quello che il presidente del Consiglio vuole che si dica attraverso le sue sette reti televisive". E ricorda che è la seconda volta che, negli ultimi mesi, un'apparizione di Paolo Rossi sulle reti pubbliche viene bloccata: "E' già successo per Domenica In, dove Bonolis lo aveva invitato. E la cosa fu ridicola. Chiesero di avere il testo di quello che Paolo avrebbe detto. Nonostante si trattasse del monologo di Pericle agli ateniesi, scritto da Tucidide un bel po' di tempo fa - ironizza il produttore - gli dissero che non poteva andare in onda. Questo è il servizio pubblico. Purtroppo, conoscendo Viale Mazzini, temo che non si tratterà di uno slittamento".

Per Giuseppe Giulietti, capogruppo dei Ds in commissione di Vigilanza Rai, il blocco "conferma che la cultura della censura e delle liste di proscrizione, impasto di arroganza e dilettantismo, è più in voga che mai nella Rai di Cattaneo. E si ripete su un autore come Rossi che era già stato censurato su RaiUno".

In quanto allo spettacolo, dopo aver affrontato - a modo suo - il teatro classico con Romeo and Juliet, il comico milanese rilegge l'opera di Moliere. Rossi, nei panni del Dottor Sganarelli, racconta le vicende di un medico cialtrone che tenterà di vendere il suo miracoloso "unguento da bere" a tutti i pazienti, dal ricco Geronte, alla figlia Lucinda, al giovane Leandro: "Uno spettacolo sui ciarlatani che la fanno da padroni".

(14 gennaio 2005)

Fonte: La Repubblica




Era già successo nel 2003


Il comico parla della censura preventiva alla sua
partecipazione a "Domenica In" della scorsa settimana
Paolo Rossi: "In Rai
si vive nella paura"

di LEANDRO PALESTINI

Paolo Rossi
 
ROMA - "Non mi sento un martire. Non grido aiuto per la censura. Ma vorrei dire che questa Rai somiglia ormai a un sommergibile russo in disarmo: ampiamente occupato dalla classe dirigente del Paese, da qualcuno che, putacaso, ha cominciato con altre tre televisioni". Paolo Rossi ride amaro. Racconta che Paolo Bonolis "ci teneva tanto a portarmi a Domenica In", era tutto pronto per domenica scorsa, "poi alcuni autori sono venuti a teatro a vedere il mio spettacolo La Costituzione e tutto si è bloccato. Paolo non c'entra, è in buona fede".

Fuori la verità: stava preparando cose forti per Domenica In?
"Niente di forte. Non avrei fatto monologhi choc sul regime: entrando nelle case degli italiani, nel pomeriggio di Domenica In, avrei avuto il massimo rispetto di quel pubblico. Avrei recitato alcune pagine di Pericle sulla democrazia ateniese: si studia nelle scuole, ma forse adesso ritireranno quei testi pericolosi".

(29 novembre 2003)

Segue... La Repubblica


 

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